1. Fulminazione diretta
Effetti distruttivi dovuti a correnti impulsive estreme.
I fermi impianto costano caro: prevenire è imprescindibile.
Le sovratensioni (soprattutto di origine atmosferica) sono tra le cause più catastrofiche di blackout e perdita dati. Con SPD adeguati, garantisci continuità e integrità del servizio.
L’impatto economico del downtime è pesante:
Perdita media stimata per singolo evento:
≈ € 221.400
Valore indicativo basato sui dati Ponemon Institute.
Effetti distruttivi dovuti a correnti impulsive estreme.
Sovratensioni a fronte ripido che generano danni la cui origine è difficilmente identificabile.
Danni dovuti a sovratensioni la cui origine è all'interno dello stesso impianto di alimentazione.
Nota: la continuità d’esercizio è particolarmente critica per Data Center,CED, TLC, DCS e impianti di supervisione.
Obiettivo: intercettare correnti/tensioni impulsive scaricandole a terra, proteggere apparecchiature e dati, garantire uptime.
Rilievo impianto, dati di rete, definizione dei livelli di rischio da fulmine.
Individuazione dei parametri corretti per la scelta e selezione.
Coordinamento con i dispositivi di distacco interni/esterni in caso di fine vita dell'SPD.
Conformità alla norma IEC 61643-11 Ed.2, certificata dalla presenza di marchi internazionalmente riconosciuti.
Verifiche periodiche e indicazioni necessarie per una manutenzione preventiva.
continuità del servizio e protezione dei dati.
protezione completa e affidabile.
Info locale e remota sull'efficenza degli SPD.
In generale si, se opportunamente dimensionati e posizionati. Le strutture moderne sono generalmente in cemento armato/ferro, pertanto non necessitano obbligatoriamente di un LPS esterno.
La valutazione in ogni caso è in carico a un esperto in materia.
I Data Center sono generalmente eserciti con impianti MT/BT dati i carichi e dimensioni elevati. Questi impianti sono nominalmente impianti equipotenziali a 50 Hz ma raramente lo sono all'impulso atmosferico. Pertanto la corrente impulsiva del fulmine fluisce in modo importante nella distribuzione secondaria. Gli SPD devono dunque essere tutti di tipo 1+2 con elevata capacità di scarica (Iimp e In) e livello di protezione (Up). Il dimensionamento ottimale è di replicare le stesse prestazioni di quelli installati all'origine dell'impianto.
Sì. A sollecitare l'isolamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche presenti nel Power Center è la cosiddetta Upf che può raggiungere valori molto più alti della Up. L'Upf può raggiungere anche valori doppi dell'Up. Considerando che il livello di resistibilità delle apparecchiature elettroniche è di almeno 1500 V all'impulso si rende necessario un livello di protezione di 750 V per garantire una condizione ottimale.
Adeguati accorgimenti di cablaggio sono anch'essi oltresì necessari.
Questo è un parametro che contribuisce in modo importante a rendere immuni gli SPD dalle TOV in sistemi TN e TT.
Si, se gli SPD non fossero coordinati tra loro il rischio di un sovraccarico impulsivo diventerebbe elevato con il conseguente danneggiamento dell'SPD stesso e delle apparecchiature da proteggere.
Le UTA sono generalmente posizionate in copertura e quindi esposte a scariche dirette da fulmine e a interferenze elettromagnetiche irradiate. Vanno pertanto protette adeguateamente. Gli SPD installati nei quadri di distribuzione o controllo delle stesse, posizionati anch'essi in copertura, sono esposti a condizioni di inquinamento conduttivo estremo (fenomeni di condensa, talvolta salsedine, etc.). Il Pollution Degree 3 (PD3) è importante per garantire l'idoneità di installazione degli SPD in tali aree.
Supportiamo i nostri clienti nella progettazione del sistema di SPD, fornendo informazioni sul corretto dimensionamento, selezione, installazione e criteri di manutenzione.
Clicca sul link sottostante per leggere i suggerimenti per la protezione dei Data Center dalle Sovratensioni.